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La via della consapevolezza

La conoscenza della natura ultima della realtà è diversa da ogni altra forma di conoscenza, perché, quando la si raggiunge, non si deve comprendere niente altro. Mentre la conoscenza della forma della realtà e delle sue leggi, apre sempre ulteriori spazi di conoscenza, la comprensione dell'unità del tutto offre quella conoscenza raggiunta la quale ogni altra cosa è conosciuta.

Secondo gli insegnamenti dell'Advaita, solo la conoscenza (jnana) può farci superare l'ignoranza riguardo alla natura della realtà, e non la devozione (Bhakti) o l'azione (karma). Altro non vi è da fare, dal momento che l'essenza della realtà coincide già con brahman (l'ente unico universale) e l'unico ″problema″ è dato dalla nostra inconsapevolezza della verità.

Quando la conoscenza è interiorizzata e diviene chiarezza dei processi in atto dentro e fuori di noi e automatico riconoscimento della loro natura (o essenza) allora parliamo di CONSAPEVOLEZZA.

Purtroppo, la formazione della nostra consapevolezza è imbevuta, fino dal suo primo formarsi, di input che richiamano il principio della dualità quale fondamento della nostra esistenza. Ciò ha l'effetto di rafforzare la convinzione di separazione sostanziale dell'essere umano rispetto a tutto quanto è altro da lui, ad ogni livello, sia fisico sia metafisico.

Divenire consapevoli della natura ultima della realtà parte dunque dal riconoscimento del suo carattere unitario. La via della consapevolezza si rivela così la scelta più efficace per cambiare la nostra convinzione fondamentale di essere entità che conducono ciascuna la propria esistenza, separata dalle altre e dal tutto universale.

Riconoscendoci quale meravigliosa forma della manifestazione dell'esistenza, possiamo divenire agenti di un cambiamento globale che parte proprio dalla nostra nuova consapevolezza di unità del tutto. Essa, agendo su tutti i livelli dell'identità individuale, ha l’effetto progressivo di trasformare il nostro modo di interagire con ogni aspetto della vita, aprendoci a una nuova esperienza di risonanza con tutto ciò che esiste.

 

I possibili effetti della consapevolezza di non-dualità.

- maggiore chiarezza rispetto alla natura della realtà e consapevolezza di unità con il tutto;

- riconoscimento delle relazioni causali fra tutto ciò che accade, attraverso la visione sistemica e utilizzando il principio dell’ampliamento del contesto;

- riconoscimento dei principali condizionamenti dualistici derivanti dalla cultura, religione, tradizione, ecc.;

- superamento degli effetti cognitivi derivanti dal ragionare in termini di soggetto e oggetto separati;

- maggiore consapevolezza del proprio ruolo nella rete di relazioni di appartenenza;

- riconoscimento del nostro ruolo unico e prezioso all'interno di un processo unitario globale; ciò vale ovviamente anche per tutti gli altri;

- minore sensazione di separazione, isolamento, abbandono, perdita in certe situazioni della vita;

- maggiore propensione ad affidarsi con fiducia al flusso della vita;

- maggiore capacità di leggere e interpretare i fenomeni sociali e gli eventi secondo la più elevata visione;

- capacità di cogliere un diverso senso delle cose nella loro relazione;

- maggior rispetto verso ″tutto il resto del creato″ aumentando l'empatia e il senso di appartenenza;

- più libertà di scelta, nell'accettazione di tutto per poi optare per ciò che si sento essere meglio nel qui e ora;

- si crea una forte connessione con altri individui intorno alla comune visione non-dualistica.

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